L’odissea dei profughi ostaggio dei trafficanti

Gallery

Una moderna storia di schiavitù: da oltre un mese sono tenuti prigionieri al confine tra Egitto e Israele in attesa che le famiglie paghino un riscatto: erano 80, sei sono già stati uccisi.
Chi si ricorda l’sos di alcune associazioni umanitarie per gli 80 profughi eritrei sequestrati al confine tra Egitto e Israele da trafficanti di esseri umani che pretendono 8 mila dollari per la loro liberazione? Notiziola di un po’ più di un mese fa dell’ associazione Habeshia per lo sviluppo e la cooperazione, rilanciata e diffusa da EveryOne. Con dettagli da tratta degli schiavi. Secondo l’agenzia: “Il gruppo di immigrati, tra i quali molte donne, è segregato e tenuto in condizioni inumane con catene ai piedi e senza acqua in alcune case nel deserto del Sinai”.
Bene, l’aggiornamento è che altri tre sventurati di questo gruppo sono stati uccisi dai trafficanti. Avevano tentato di fuggire in un gruppo di dodici persone e sono stati catturati, torturati, pestati con bastoni. Le mortisalgono così a 6. Tre erano stati assassinati due giorni fa a colpi di pistola, poiché i loro familiari non erano riusciti a pagare il riscatto.
Vale forse la pena ricordare che gli eritrei non scappano dal loro Paese per poter partecipare al Grande Fratello o perchè vorrebbero spacciare droga in Italia o diventare le protette di un politico importante ma perché vivono nella miseria e sotto una dittattura. La storia di queste persone è esemplare e vale la pena ripeterla nel momento in cui il colonnello Gheddafi bussa di nuovo a denaro alle casse dell’Europa. I profughi eritrei erano appunto partiti da Tripoli, in Libia, diretti in Israele. Duemila dollari la tariffa concordata per il trasporto. Ma a un certo punto gli accordi vengono traditi e i duemila dollari diventano ottomila. Che nessuno degli 80 sventurati ha. Viene allora permesso loro di prendere contatti con i familiari per cercare di farsi inviare i soldi. La notizia viene così comunicata alle ong. “Questa modalità di ricatto – secondo l’associazione EveryOne – è diventata nel tempo redditizia per i trafficanti che sfruttano la disperazione dei profughi. Questa situazione è anche frutto della chiusura delle frontiere dell’Europa con accordi bilaterali che non hanno offerto alternative ai richiedenti asilo politico provenienti dal  Corno D’Africa, ora costretti sempre più ad affidarsi ai trafficanti”.Il tutto lungo una frontiera, quella fra Egitto e Israele, critica sotto molti punti di vista e dove, secondo la stampa araba, lo stato di Israele sta costruendo un muro per impedire sconfinamenti.
“Gli accordi con il dittatore Gheddafi, la trasformazione dell’Europa in una fortezza, le continue violazioni della Convenzione di Ginevra hanno prodotto questa nuova tragedia, in cui i migranti si sono trasformati nei nuovi ebrei e un nuovo genocidio viene celebrato nell’orrore, nel sangue e nel silenzio,” dicono Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti del Gruppo EveryOne, in un appello urgente rivolto alle Istituzioni internazionali. “L’Europa si sta abituando a parole come ‘deportazione’, ‘reato di clandestinità’, ‘internamento’, le forze dell’ordine si trasformano in carnefici, i politici si affermano predicando xenofobia, i media addormentano le coscienze. Rinnoviamo l’appello: non consentiamo agli assassini di continuare i loro crimini e salviamo i 74 eritrei superstiti. Ma soprattutto, iniziamo a rispettare la Convenzione di Ginevra, senza la quale siamo tutti complici delle terribili violazioni dei diritti dei profughi”.Che dire di più?
di Carla Reschia-La Stampa.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s