Ma i corsi dove sono?

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Dal 9 dicembre il permesso di soggiorno arriverà solo se si conosce l’italiano. Lo prevede il decreto 4 giugno 2010, firmato dai ministri dell’Interno e dell’Istruzione, Roberto Maroni e Mariastella Gelmini, che impone un test di lingua obbligatorio per gli stranieri che intendono richiedere il documento Ce per soggiornanti di lungo periodo. Il provvedimento è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 giugno scorso ed entrerà in vigore, appunto, domani.
Le nuove norme non si applicano ai figli minori di 14 anni, anche nati fuori dal matrimonio, propri e del coniuge e allo straniero affetto da gravi limitazioni alla capacità di apprendimento linguistico derivante dall’età, da patologie o da handicap «attestate mediante certificazione rilasciata dalla struttura sanitaria pubblica». Sono esentati dalla prova anche chi ha attestati o titoli che certifichino la conoscenza dell’italiano non inferiore al livello A2 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue, chi ha titoli di studio o titoli professionali (diploma di scuola secondaria italiana di primo o secondo grado o certificati di frequenza relativi a corsi universitari, master o dottorati). Oppure chi è entrato in Italia come dirigente, professore universitario o ricercatore, traduttore o interprete.
Per tutti gli altri stranieri che intendono soggiornare in Italia per un lungo periodo, scattano le nuove disposizioni che prevedono la presentazione alla prefettura della richiesta di partecipazione al test tramite l’indirizzo http://www.testitaliano.interno.it. La prefettura lo convocherà entro 60 giorni per lo svolgimento della prova indicando data e luogo. L’esame si svolgerà con modalità informatiche ma, su richiesta, anche per iscritto. È strutturato sulla comprensione di brevi testi, frasi ed espressioni di uso frequente. Il contenuto delle prove che compongono il test, i criteri di assegnazione del punteggio e la durata della prova sono stabiliti uniformemente su tutto il territorio nazionale.
Per superare la prova il candidato deve conseguire almeno l’80% del punteggio complessivo. Se l’esito è positivo, lo straniero può presentare la domanda e la questura, verificati tutti gli altri requisiti richiesti, rilascerà il permesso di soggiorno. In caso di “bocciatura”, lo straniero potrà ripetere la prova e inoltrare un’altra richiesta per sostenere il nuovo test.
(Cl.T.) Dal Sole 24ore.

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