Brescia, Milano ora Padova contro la Sanatoria Truffa.

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Padova – Accampati sotto la Prefettura contro la Sanatoria Truffa

La cronaca. 50 migranti riprendono la lotta di Brescia e MIlano: Piazza Antenore a Padova occupata dalle tende. Chiedono dignità! Una tendopoli sotto la Prefettura per chiedere dignità e giustizia. Dal pomeriggio di oggi sono 50 i migranti che hanno preso possesso di Piazza Antenore per chiedere un permesso di soggiorno dopo l’ingiustizia della sanatoria, per chiedere una moratoria dei provvedimenti di espulsione per chi ha denunciato l’organizzazione criminale che ha organizzato le truffe (Come affermato anche da una sentenza del Gdp di Caltanissetta).
Insieme agli attivisti dell’Associazione Razzismo Stop è iniziato dal pomeriggio il presidio permanente.
Con una lettera indirizzata alle autorità della città di Padova moltissime associazioni, collettivi ed organizzazioni sostengono la battaglia dei migranti truffati.
La loro storia: Truffati! Illusi, Ricattati e poi ingiustamente raggirati. Sono i migranti in lotta a Padova contro la truffa della sanatoria 2009. Il loro racconto è quello di tanti altri che nel settembre 2009 sono stati raggirati da una organizzazione criminale ramificata nel Veneto ed oltre i confini regionali.
Le loro storie sono quelle di lavoratori edili, lava piatti, facchini, giardinieri, raccoglitori, di chi racimolava pochi euro distribuendo volantini o alle porte di un supermercato e che sono stati illusi dalla speranza di iniziare un lavoro vero, con il contratto, con il permesso di soggiorno.
Ma la loro storia racconta anche l’ingiustizia di questa legge, la Bossi Fini, che inventando e producendo continuamente clandestinità, costruisce, intorno alle vite dei migranti, un ricatto permanente.
Da un lato l’ingiustizia della legge, dall’altro l’occasione aperta dalla sanatoria 2009 – circoscritta al solo lavoro domestico – hanno aperto il varco per affaristi e faccendieri che sulla pelle dei migranti hanno costruito fortune diffondendo informazioni false tramite mediatori, professionisti, uffici, documenti falsi e datori di lavoro conniventi,che insieme costituivano un vero e proprio sistema organizzato di sfruttamento.
Migliaia di euro per un permesso di soggiorno, nella convinzione, maturata nel corso degli anni grazie e sanatorie e decreti flussi ipocriti, che indebitarsi per ottenere un permesso fosse l’unica strada possibile per regolarizzarsi.
I migranti, alla ricerca permanente di una possibilità per regolarizzare la loro posizione, venivano avvicinati da mediatori o datori di lavoro che offrivano una assunzione, che sarebbe stata seguita da professionisti, e che avrebbe successivamente comportato il rilascio di un permesso di soggiorno, dietro il pagamento di cifre tra i 1.500 e i 5.000 euro. Successivamente, consegnavano tutti i documenti ufficiali agli aspiranti lavoratori, compresi i documenti di identità dei datori di lavoro, le ricevute di invio, le ricevute dei versamenti contributivi.
Tutto faceva pensare ad un meccanismo regolare: solo in seguito i truffati avrebbero scoperto il raggiro.
Ora chiedono giustizia e dignità. Chiedono che venga dato loro un permesso di soggiorno per protezione sociale (ex art 18). Chiedono che le autorità mettano fine a questa ingiustizia. Che venga cancellata questa legge che alimenta il mercato e la compravendita della vita di migliaia di migranti in questo paese. Chiedono che venga messa fine alle espulsioni ed alla detenzione. Chiedono di poter vivere dove hanno scelto di vivere.
Sosteniamo la loro battaglia!

la cronaca su: MeltingPot Europa

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