Quando la legge crea illegalità: osservatorio sulla “sanatoria colf e badanti” del 2009.

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L’ingresso in Italia dei cittadini stranieri per motivi di lavoro è regolato dal Testo Unico sull’Immigrazione attraverso il meccanismo dei decreti flussi. Non esistono modalità di  regolarizzazione per i cittadini stranieri che già si trovano sul territorio e che già vi lavorano, salvo uno strumento legislativo “eccezionale”: le sanatorie. L’indagine presentata oggi ha analizzato gli effetti dell’ultima sanatoria, quella del 2009, volta alla regolarizzazione di “colf e badanti”.
“Il Naga, Arci, il Comitato Inquilini Molise Calvairate Ponti, gli Immigrati Autorganizzati grazie al contatto
diretto e quotidiano con i cittadini stranieri, sono diventati osservatori privilegiati del funzionamento della
‘sanatoria 2009’ e hanno potuto constatare come questa abbia scatenato un giro di estorsioni e truffe dalla
grandezza impressionante sia per il numero di lavoratori truffati sia per la dimensione economica del
fenomeno” dichiarano i volontari del Servizio Legale del Naga. “Si è osservato come la legge stessa
abbia attivato un meccanismo d’illegalità. Ciò si è verificato prima di tutto a causa dell’esclusione di
intere categorie di lavoratori che vivono e lavorano sul territorio e lasciando l’intera gestione della domanda
di regolarizzazione nelle mani dei datori di lavoro e non dei lavoratori; inoltre, ad oggi, non sono stati
previsti meccanismi per la tutela dei cittadini stranieri truffati che, anzi, denunciando si sono autodenunciati.
L’indagine che presentiamo si pone l’obiettivo di portare alla luce questa realtà e di individuare soluzioni
per la regolarizzazione dei cittadini stranieri truffati e non solo” concludono i volontari.
L’indagine analizza un campione di 438 cittadini stranieri truffati indagando i dati sociali del campione e i
meccanismi della truffa. I truffati sono in maggioranza uomini, di nazionalità egiziana e in media hanno
lavorato e vissuto in modo irregolare in Italia per 4 anni e 6 mesi prima di poter accedere ad una
possibilità di regolarizzazione. Le modalità di truffa variano da falsi datori di lavoro, furti d’identità,
convocazioni in Prefettura e ricevute false, banche inesistenti e finti professionisti, domande eccedenti (fino
a 47, quando era previsto un massimo di 3!). I “datori di lavoro” sono stati nell’83% dei casi italiani e
nel 71% ha partecipato alla truffa almeno un intermediario, spesso della stessa nazionalità del truffato.
Nel nostro campione, la maggioranza dei truffatori sono italiani seguiti da egiziani e senegalesi. Nel
62% dei casi i lavorati truffati non conoscono gli esiti della loro pratica e in nessun modo comunque
sono potuti intervenire per il buon esito della domanda di regolarizzazione. Per quanto riguarda il
“tariffario”, ogni truffato ha pagato in media 3.027€ per un totale, nel nostro campione, di oltre
1.000.000€.
“L’indagine svolta dimostra, una volta di più, come il problema di fondo sia il mancato
funzionamento del meccanismo d’ingresso dei cittadini stranieri per motivi di lavoro secondo le
regole vigenti e perfino delle sanatorie” dichiara Pietro Massarotto, presidente del Naga.
“Sinteticamente possiamo inoltre affermare che la sanatoria ha prodotto truffe ed estorsioni senza
precedenti. Con le regole attuali i truffatori sono risultati intoccabili e se le Istituzioni non decideranno
d’intervenire i reati connessi alla ‘sanatoria truffa’ passeranno sotto silenzio. Per la regolarizzazione dei
cittadini stranieri truffati che decidono di denunciare i truffatori chiediamo il rilascio di un permesso di
soggiorno per protezione sociale (art.18) o il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione o
per motivi umanitari, ma soprattutto crediamo che l’unica soluzione davvero auspicabile sia un
profondo ripensamento dell’attuale legge sull’immigrazione che risponda a criteri di realtà.
Suggeriamo di partire da queste tre proposte: slegare l’ingresso dei lavoratori in Italia dal requisito
del possesso del lavoro a priori; prevedere per legge la possibilità di regolarizzazione per coloro
che lavorano e che si trovano già in Italia; istituire la possibilità di concedere visti d’ingresso per
ricerca d’occupazione”, conclude il presidente del Naga.
Info: Naga 02 58 10 25 99 – 349 16 03 305 – naga@naga.ithttp://www.naga.it in collaborazione con ARCI, Comitato Inquilini Molise Calvairate Ponti e Immigrati Autorganizzati.

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