Sconsolati al consolato…

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 Ho letteralmente detto vaffa a un povero ragazzo che lavora presso il call center del consolato italiano in una città marocchina.
Queste sedi consolari sono diventate dei succhia soldi, succhia tempo e succhia nervi.
E’ più facile far entrare la Turchia in Europa piuttosto che far venire un’amica dal Marocco. Già l’invito che si scarica e si stampa dal sito dei consolati è tutto un programma fatto apposta per far perdere la pazienza anche a un santo. Oltre alle classiche informazioni sulla persona che manda l’invito come il suo indirizzo e l’età, viene anche richiesta una fideiussione che copra il soggiorno del suo ospite.
Già qui c’è un controsenso. A me che vivo in Italia viene richiesta una fideiuessione che garantisce che posso “mantenere” un’amica o un parente per 5 giorni qui in Italia perché, secondo lo stato italiano, i marocchini sono tutti poveracci e non hanno soldi per permettersi una vacanza in Italia; alla mia amica invece, viene concesso il visto da turismo solo se dimostra di avere abbastanza soldi in banca. Se lei non è una poveraccia, perché devo andare in banca per fare una fideiussione che mai la mia amica eserciterà? Solo la fideiussione mi costa 100 euro. Il tempo per andare a farla ancora di più.
Quando la palla, ovvero l’invito, passa alla mia amica, ecco il muro della burocrazia farsi sempre più selettivo: a lei vengono richiesti il conto in banca, certificati di nascita, di famiglia, di residenza, dichiarazioni dei redditi, ma anche un’assicurazione. La mia amica, che vorrebbe fare shopping con me per i saldi in luglio contribuendo al Pil italiano, si è dovuta assicurare per 3 mesi. Se il visto non gli viene concesso, l’assicurazione ( per assicurarsi da che cosa solo Dio lo sa) che ha stipulato e che mai userà, non gli verrà rimborsata. Ma sono certa che tra il funzionario del consolato che riceve i documenti e il dipendente dell’agenzia assicurativa, qualche “scambio” avviene. Ed ora che i documenti ci sono, bisogna fissare l’appuntamento presso il consolato per un fatidico colloquio. E qui inizia il dramma. Le facce e i gesti ( il dito medio in evidenza) delle persone esasperate che si allontanano dal consolato non fanno presagire nulla di buono. Pseudo officer marocchini pagati dallo stato italiano fanno del loro meglio per metterti in una posizione di insicurezza e di inferiorità. Sulla base di chissà cosa e senza darti spiegazioni, possono dirti di tornare dopo l’estate. Il colloquio ( fosse un esame di stato) che consente di confermare che oltre al fatto che non sei un terrorista sei anche una persona piacevole e che non farà sfigurare la reputazione del regno marocchino, è rimandato a tempo indeterminato perché l’officer di turno si è alzato dal lato storto del letto, oppure con una sola occhiata ha capito che da te non può spuntare una mancia. La tua assicurazione va così a farsi f*****e; i documenti richiesti devono essere rifatti ( perché la loro certificazione dura un mese o poco più) e i nervi saltano.
Allora cosa fai? Chiami l’amica in Italia che ti ha mandato l’invito. Magari una telefonata dal bel paese al consolato può sistemare la situazione. Ebbene, la telefonata l’ho fatta. Il numero l’ho preso dal sito del consolato. In effetti, per tutte le evenienze c’è il call center. A me hanno risposto solo marocchini che parlano un pessimo italiano. Oltre a non essere gentili e professionali ( il minimo visto che li pago con le mie tasse) sono anche evasivi e irritanti. Non ti danno mai una risposta precisa; rispondono sì o no senza aver capito le domande; ti passano a colleghi che a loro volta ti girano ad altri colleghi che a loro volta sono evasivi e maleducati. Il vaffa esce spontaneo. L’avrei detto anche se avessi fatto la telefonata durante il Ramadan, quando dobbiamo essere più comprensibili e buoni con il prossimo….
Perché presso le sedi consolari italiani ci siano tutti questi parassiti, proprio non lo so. Qualcuno mi ha detto “perché costano poco”. Tanto si arricchiscono con i soldi delle mazzette.
Il bello è che il sistema consolare dei visti ha anche un nome: CIAO. Ma per i marocchini suona più come un adios…

Noor Gamyla( dal sito yallaitalia.it)

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