Ladri di bambini…

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Nel 2005, la famiglia di Jagoda è stata illegalmente espropiata (senza nessun indennizzo) di un terreno di proprietà dall’allora Sindaco Sergio Cofferrati.
Il terreno fu dato alle Ferrovie dello Stato. Numerose famiglie Rom subirono lo stesso destino. La sua baracca abusiva abbattuta e lei con i bambini messa sulla strada. Una denuncia dell’incredibile abuso fu fatta dall’organizzazione per i diritti umani Every One.

Come durante il ventennio fascista le famiglie Rom continuano oggi ad essere espropriate dei propri averi. L’Olocausto Rom, il Porrajmos continua ogni giorno da settanta anni e non è mai stato processato da nessun Tribunale.
http://nazionerom.blogspot.com/2011/10/rom-porrajmos-storia-di-un-popolo-e-di.html

Jagoda trovatasi in uno stato di miseria, senza più averi fece uno sbaglio dettato dalla necessità e commise un furto. Voleva  garantire del mangiare ai propri bambini. Venne arrestata, processata e condannata. Il Tribunale dei Minori di Bologna aprì le procedure per dichiarare lo stato di adottabilità dei minori ma Jagoda non si arrese.

Uscita dal carcere seguì un difficilissimo percorso imposto dai servizi sociali. Entrò e visse in una Comunità di recupero per Tossicodipendenti (senza aver mai usato una sostanza psicotropa in vita sua)  insieme ai propri figli. Il marito, accusò dei problemi psicologici ed iniziò ad avere dei problemi di alcool ma venne lasciato fuori dalla Comunità (proprio lui che ne aveva bisogno). Dormì in un camper nei pressi della Comunità e nei fatti non volle essere separato dalla propria famiglia.

Jagoda dimostrò ai servizi di essere una donna ed una madre integerrima e con un fortissimo legale affettivo, di cura e di benessere per i propri bambini.

Dopo un anno Jagoda usci dalla comunità e si sistemò (in accordo con i servizi sociali) in un piazzale davanti ad una chiesa con i propri 6 bambini ed il marito vivendo in un Camper. Tutti i bambini continuarono la scuola con meritevoli risultati. I due ragazzi più grandi (15 e 16 anni) oltre a studiare iniziarono a lavorare per venti ore alla settimana (alla paga di due euro all’ora) sia come giardinieri nelle chiese locali sia rilegando libri.

Veniamo all’oggi: il Comune di Bologna, tutore dei bambini, impone a Giugno (2011) a tutta la famiglia di trasferirsi a 45 km dalla città perchè non ha case da offrire nella città. Jagoda ed i suoi figli dovrebbero andare a vivere in una camera più cucina in un piccolissimo paese di montagna a dieci km dal primo treno (Crevalcuore). Per Jagoda ed i suoi figli si apre una strada impossibile. Come potrebbero i suoi figli continuare gli studi a Bologna nelle condizioni abitative imposte dai servizi sociali? Jagoda non ha una macchina ne patente.

Jagoda decide di non accettare questa ingiusta imposizione.

Il Comune, che ha norma di legge dovrebbe sostenere le genitorialità, decide allora di levargli i figli per metterli in una Comunità. Jagoda ed i suoi figli si ribellano e scappano via. Un minore viene trovato due volte dalle forze di polizia e portato a forza in una comunità. Lui per due volte scappa e torna dalla madre. Vuole restare accanto a lei.

Oggi Jagoda, tramite un Avvocato, tramite il supporto dell’Associazione Nazione Rom, dell’Organizzazione Every One e di Marcello Zuinisi, educatore professionale altamente qualificato sulle questioni rom, tenterà di far valere i propri diritti di madre e donna dentro il Tribunale dei Minori di Bologna. Jagoda rivuole il suo terreno e la sua vita. Jagoda è una donna ed una madre coraggiosissima. L’amore per i suoi figli incondizionato. L’amore dei suoi figli per lei quotidiano ed immisurabile.

di Marcello Zuinisi
Educatore Professionale
Legale rappresentante Nazione Rom

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