“Salinagrande è un inferno”. Delegazione Ue scioccata dal centro di accoglienza trapanese

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Vestiti di stracci, privi di cure mediche, con docce gelate e bagni fatiscenti. Così vivono i richiedenti asilo, donne e bambini compresi, nella struttura considerata un “fiore all’occhiello” del ministero dell’Interno. Il racconto di Rosario Crocetta e Rita Borsellino, che l’hanno visitato come europarlamentari della Commissione libertà civile.

Bagni fatiscenti e senza porte, letti che somigliano più che altro a giacigli improvvisati, nessuna coperta e lenzuola logore, cure mediche scarse, riscaldamento inesistente e docce che gettano soltanto acqua gelida. Costretti a vivere in queste condizioni umilianti, centinaia di cittadini in fuga dalla propria terra e in attesa dello status di rifugiato politico. Attesa che spesso può durare anche anni.

E’ lo scenario a che si è presentato alla delegazione della Commissione libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento europeo, in Sicilia da tre giorni per analizzare lo stato della politica migratoria italiana, una volta arrivata al centro richiedenti asilo di Salinagrande, pochi chilometri ad ovest di Trapani, da sempre considerato un fiore all’occhiello dal Ministero dell’Interno. I trenta delegati, guidati dall’europarlamentare svedese Cecilia Wikstrom, hanno visitato diversi centri d’accoglienza in tutta l’isola, e proprio Salinagrande ha offerto lo spettacolo peggiore.

“E’ un vero e proprio abisso infernale, un lager” è il lapidario commento dell’europarlamentare del Pd Rosario Crocetta, che ha fatto parte della delegazione. “Sono stato a Lampedusa – ha raccontato l’ex sindaco di Gela – ma lì la situazione era molto migliore. Almeno i bagni avevano le porte. Qui invece 250 persone vivono in condizioni inumane. Senza coperte, con lenzuola sporchissime. Non avevano neanche indumenti degni di questo nome. Abbiamo chiesto perché gli ospiti non fossero vestiti con capi decenti e ci hanno risposto che il centro ha fornito le tute da ginnastica, ma era una bugia. Ho visto soltanto uno degli ospiti con quella tuta, molti erano vestiti con stracci.”

Il Cara di Salinagrande, aperto ufficialmente nel 2005, con i suoi 260 posti è uno dei più grandi centri d’accoglienza di tutto il meridione. Dallo scorso agosto è gestito dalla cooperativa trapanese Badia Grande, considerata vicino alla Caritas, che in passato aveva amministrato anche le tendopoli di Kinisia. Posizionato strategicamente a pochi chilometri dalla costa tunisina, è stato spesso descritto come un centro d’eccellenza dove i migranti avrebbero addirittura imparato l’italiano. Ma nonostante le premesse, le scene viste dai delegati europei sono ben lontane dall’eccellenza. E anche dalla dignità umana.

“Ce lo avevano presentato come un centro all’avanguardia, dove gli ospiti studiavano la nostra lingua – continua Crocetta – Ma appena siamo entrati nei dormitori abbiamo visto l’inferno. In una stanza c’erano alcuni ospiti sofferenti. Al centro una specie di grande secchio per raccogliere le infiltrazioni d’acqua. Un ragazzo pachistano aveva un mano fratturata: ha detto di essersela rotta ad ottobre. Non gli avevano ancora messo il gesso perché avrebbe potuto fare la radiografia solo il 29 novembre: più di un mese dopo. Ma nel frattempo ovviamente la frattura si è calcificata per sempre. Un trattamento che credo gli addetti del centro non riservino neanche ai loro animali domestici. Qui stiamo parlando di persone umane”.

Anche il racconto della capo delegazione Wikstrom è drammatico: “A Salinagrande l’acqua nelle docce è fredda, non ci sono le porte nei bagni, manca lo scarico, i dormitori sono affollatissimi. In queste condizioni è davvero difficile tutelare la dignità umana. Lì – ha spiegato l’europarlamentare svedese – ci sono persone senza speranze, famiglie intere con bambini piccolissimi. E’ importante prendere sul serio le loro esigenze”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Rita Borsellino secondo la quale “non è accettabile che in Sicilia possa esistere un lager come il centro di Salinagrande a Trapani, o che centinaia di persone vengano lasciate per mesi in un limbo come succede anche a Mineo. Bisogna affrontare il nodo burocratico, perché è inaccettabile che ci siano richiedenti asilo che si trovano nei centri da sei e qualche volta da otto mesi. Uomini, donne e tanti bambini, interi nuclei familiari rimangono per mesi in attesa di conoscere il loro destino, con le vite appese. Bisogna far fronte alle carenze strutturali – ha continuato l’euraparlamentare del Pd – se centri come Salinagrande sono vandalizzati e in queste condizioni fatiscenti o li ripariamo o si chiudono definitivamente”.

Le deprecabili condizioni igienico-sanitarie hanno infatti portato in passato gli ospiti di Salinagrande a manifestare il proprio dissenso per il modo in cui erano costretti a vivere. “E’ assolutamente normale – ha chiosato Crocetta – che trattando la gente in questo modo alla fine esploda. Proprio per questo sono intenzionato ad andare avanti sulla faccenda, anche con un esposto alla procura della Repubblica, per segnalare la gravità della situazione”.

di Giuseppe Pipitone | 27 novembre 2011(il fatto quotidiano)

 

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