1° Marzo col Coordinamento StranItalia

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Il Coordinamento di StranItalia, progetto di sensibilizzazione multiculturale avviato da diverse organizzazioni che si occupano di integrazione operanti nel territorio del legnanese, aderisce alla giornata di mobilitazione nazionale del 1° Marzo 2012 ed invita amici e sostenitori a partecipare al PRESIDIO in piazza Duomo a MILANO dalle ore 17.30 alle ore 19.30.
Nel 2010 e nel 2011 in decine di città italiane il 1° marzo è stata una giornata di sciopero congiunto per lavoratori migranti ed italiani in segno di rivendicazione dei diritti dei nuovi cittadini stranieri. Anche quest’anno si vuole far vedere la presenza e sentire la voce di migliaia di lavoratori regolari e irregolari di cui non sono riconosciuti tutti i diritti.
Cosa accadrebbe se i milioni di migranti che vivono e lavorano in questo paese decidessero veramente di incrociare le braccia per un giorno intero? Ricordiamo che:
– la manodopera straniera in Italia produce circa 11% del PIL;
– le tasse e i contributi previdenziali versati dai lavoratori migranti alimentano le casse dello Stato;
– i sempre più diffusi impieghi di assistenza alla persona che impegnano soprattutto le donne straniere sopperiscono alle carenze strutturali del welfare italiano.
Con l’attuale legge di regolamentazione degli stranieri (la Bossi-Fini, per intenderci), siamo riusciti a comprare il silenzio di migliaia di persone che dei loro diritti non se ne fanno nulla: ogni giorno i migranti irregolari, seppur lavorando, rischiano la detenzione nei CIE e sono ricattati e sfruttati dai datori di lavoro (per la precisione definiti “caporali”); quotidianamente anche coloro che godono di regolare permesso di soggiorno vivono nella precarietà di non sapere sino a quando saranno i “benvenuti” nel nostro Paese.
Il contributo sociale e culturale dei migranti in terra italiana, infine, è oggi più che mai una risorsa fondamentale per la costruzione di una società diversa, più ricca, più vivace, multiculturale, capace di guardare al futuro. Senza le nuove famiglie straniere, senza i bambini figli di migranti e senza le coppie miste, l’Italia sarebbe oggi una nazione destinata ad invecchiare inesorabilmente. Facciamo gli interessi nostri e dei concittadini migranti e difendiamo i diritti di tutti per fare il futuro dell’Italia.
Il problema dell’Italia non sono i flussi migratori in entrata dei tanti stranieri, ma la mancanza di una reale sensibilità di accoglienza, regolata e costruttiva, da parte di chi ha governato sinora il Paese. Occorre cambiare lo stato delle cose, serve un vero cambiamento di rotta e dobbiamo valorizzare la presenza degli stranieri anche per uscire da questa crisi, oltre che economico-finanziaria, sempre più riguardante la sfera socio-culturale.

StranItalia sottoscrive l’appello lanciato dal Comitato promotore 1°Marzo – Milano:

Anche quest’anno vogliamo che il 1° Marzo sia un giorno di mobilitazione e di rivendicazione dei diritti.
È ora di dire con chiarezza che il razzismo non è solo un fenomeno culturale, ma che si appoggia su leggi e provvedimenti amministrativi che considerano i migranti solo come braccia da sfruttare:
– È così, nel contratto di soggiorno per lavoro e nella costituzione dei CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione).
– E’ stato così, nella sanatoria truffa del 2009 e nella logica dei flussi.
– E’ stato così, nella creazione dell’emergenza profughi dopo le rivoluzioni in Nord Africa e nel mancato riconoscimento di fatto del diritto d’asilo.
– È così, per i figli dei migranti che rivendicano/chiedono il diritto di cittadinanza.
– E’ così, nel principio del permesso di soggiorno “a punti” e nella tassa sul permesso di soggiorno, che vorrebbero scaricare sul salario dei migranti il costo di queste politiche.

Occorre cambiare radicalmente questo stato di cose che produce sfruttamento e clandestinità.

La condizione dell’immigrato non è separata da quella di tutti gli altri. La clandestinità politica dei migranti e il razzismo istituzionale hanno reso tutti più insicuri.

PER:
1. L’abrogazione della legge Bossi-Fini e la cancellazione del contratto di soggiorno per lavoro;
2. La chiusura di tutti i CIE (o ancor meglio la loro conversione);
2. Il diritto di cittadinanza ai bambini nati in Italia;
3. Dire NO al permesso a punti;
4. Dire NO a nuove tasse per il rinnovo del permesso di soggiorno;
5. La regolarizzazione di chi non ha un permesso di soggiorno, senza truffe;
6. Il riconoscimento della protezione umanitaria per i rifugiati;
7. Il diritto di voto amministrativo agli immigrati residenti.

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