Denunciamo l’accoglienza di Blaise Compaore in Italia

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Comitato Sankara XX (Italia)

Denunciamo l’accoglienza di Blaise Compaore in Italia

Giù le mani dalla cooperazione ostaggio di assassini

Per la mediazione nella liberazione di cooperanti in ostaggio tra cui Rossella Urru, per cui tutti abbiamo temuto ed a gran voce ne abbiamo chiesto la liberazione, Blaise Compaoré sarà ricevuto con tutti gli onori al Forum internazionale della cooperazione il 1 ottobre 2012 a Milano.

Dopo il tentativo di assegnazione del Premio Galileo 2000 a Firenze nel 2008, per fortuna fallito grazie alla mobilitazione dei movimenti cittadini, si ritorna ancora in Italia a voler premiare come pacificatore un iniziatore di conflitti.

Da 25 anni, cioè dal barbaro assassinio del 15 ottobre 1987 del presidente in carica Thomas Sankara e dei suoi dodici collaboratori, Blaise Compaoré è a Capo del Burkina Faso, tra gli uomini politici più ricchi e potenti dell’Africa in uno dei paesi tra i più poveri del pianeta. Come scritto il 13 settembre scorso dalla vedova Mariam Sanara al presidente francese François Hollande, in occasione del ricevimento di Compaoré all’Eliseo e denunciato nel 2008 dal Comitato Sankara spagnolo alla Comunità di Sant’ Egidio (di cui il ministro Andrea Riccardi è fondatore) Blaise Compaoré non è il democratico che pretende di essere, è un sanguinario, il suo potere criminale è marchiato sin dalle prime ore da qualsiasi tipo di atrocità. Con la sua salita al potere molta gente è stata bruciata viva, altri sono stati giustiziati e sepolti in fosse comuni.

Considerato il “salvatore in odore di Nobel” e il mediatore dei conflitti nell’africa occidentale, Blaise Compaoré è in realtà colui che li attizza, i suoi tentativi di mediazione nelle crisi regionali fanno parte della campagna di pulizia della sua immagine ed ha fondato il suo potere e la sua fortuna su una lunga serie di crimini economici e di sangue, traffici di armi e di diamanti, sin’ora rimasti impuniti. Paesi come l’Angola, la Liberia, la Sierra Leone e recentemente la Costa d’Avorio ed il Mali hanno subito le manovre di destabilizzazione di Blaise Compaore.

Blaise Compaoré fu citato negli elenchi dell’inchiesta contro Charles Taylor ed il Burkina Faso messo in causa dagli esperti dell’Onu, implicato nei conflitti in Liberia, Sierra Leone e nei traffici d’armi e di diamanti per l’Unita di Jonas Sawimbi a quel tempo sotto embargo, per assassinii, stupri e mutilazioni di 500.000 persone in Sierra Leone e quasi 600.000 in Liberia, così come denunciato e ampiamente documentato anche nelle inchieste giornalistiche italiane di RAI 3 di Silvestro Montanaro. L’assassinio di Thomas Sankata, un uomo che operava per lo sviluppo del Burkina Faso ed il benessere del suo popolo, è stato un atto inedito in Burkina Faso che non ha permesso alla sua famiglia di vedere il suo corpo, di vegliare le sue spoglia e di dargli degna sepoltura. Sepolto in una fossa comune con un certificato di morte naturale, tutte le istanze di giustizia intentate dalla famiglia Sankara in Burkina Faso, sino ad arrivare a quella del Comitato dei Diritti dell’Onu, sono state sistematicamente bloccate.

Il presidente Blaise Compaore è un predatore che ha eliminato tutti quelli che gli facevano ombra. Il lungo elenco è pubblicamente noto, fece uccidere il suo migliore amico Thomas Sankara, in seguito fece fucilare Lingani e Zongo rimanendo così solo al potere. La repressione che compì in seguito alla morte di Sankara finì con la vita di migliaia di burkinabè. Infine, assassinò il giornalista Norbert Zongo che stava indagando su casi di corruzione in cui era implicato e l’autista di suo fratello François che sapeva troppo. Questo senza contare gli innumerabili casi di tortura registrati nel paese. (cit. Antonio Lozano del Comitato spagnolo Sankara. Lettera alla Comunità di Sant’ Egidio, 2008).

All’inizio 2011 il popolo burkinabè è insorto contro il governo, pochi mesi dopo che Blaise Compaoré era stato rieletto dall’ 80% dei votanti, ma con solamente 1,5 milioni di voti: solo la metà della popolazione era iscritta negli elenchi elettorali e poco più della metà degli iscritti ha partecipato allo scrutinio. Nel luglio 2011 una richiesta di apertura di inchiesta indipendente sull’assassinio di Thomas Sankara è stata depositata all’Assemblea francese. Pochi giorni dopo in Burkina Faso, la tomba dove si presume riposi il corpo di Sankara è stata oggetto di atti vandalici, ancora oggi la si può vedere devastata.

Corruzione, appropriazione di una buona parte dell’economia da parte del clan Compaoré, spoliazione di terre a profitto dei dignitari dell’agro-industria, depauperamento della popolazione, questa è l’oscura realtà di un regime vilipeso dal suo popolo per chi sa guardare al di là delle apparenze.

Per questi motivi :

 –         denunciamo il sostegno dell’Italia al regime di Blaise Compaoré che deve rispondere oggi di fronte al Tribunale Penale Internazionale, come ha fatto Charles Taylor ;

–         esigiamo gesti decisi perché sia messa fine all’ingerenza di tutti i paesi occidentali negli affari dell’Africa e cessi il sostegno a dittatori e ad autocrati in Africa ;

–         sosteniamo la lotta dei democratici burkinabè per la creazione di una vera democrazia in Burkina Faso e perché cessi l’impunità ;

–         chiediamo sia fatta verità sull’assassinio di Thomas Sankara, così come chiede l’appello “Giustizia per Sankara. Giustizia per l’Africa” sottoscritto  da più di 10.000 persone ;

–         chiediamo che la Cooperazione italiana sia lasciata in pace da interessi potenti come quelli dell’Eni e di altre multinazionali che saccheggiano il continente africano ;

–         chiediamo le dimissioni di Andrea Riccardi da Ministro della Cooperazione Internazionale, che opera mediazioni in Africa in nome della Comunità di Sant’ Egidio negli interessi della Francia e per questo motivo ha da loro ricevuto la Legione d’Onore ;

–        chiediamo alla Comunità di Sant’ Egidio di voler finalmente ricevere la famiglia Sankara, così come chiede per loro conto da anni il Coordinatore della Campagna Giustizia per Sankara;

–         chiediamo a tutte le organizzazioni impegnate per il sostegno e la libertà dell’Africa di denunciare l’accoglienza riservata dall’Italia a Blaise Compaoré e di mobilitarsi.

Solidarietà al popolo burkinabe.

Giustizia per Thomas Sankara. Giustizia per l’africa!

Comitato italiano Sankara xx

Fonte: http://comune-info.net

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