Molte volte gli uomini dimenticano di essere nati da una donna

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IMG_1342“Molte volte gli uomini dimenticano di essere nati da una donna”…Così Adela, una delle mamme del progetto” Dateci Spazio”, arrivata qualche anno fa dalla Bolivia, concludeva il suo intervento al dibattito “DONNE SENZA FRONTIERE: IDENTITA’ E DIRITTI”, organizzato venerdì 7 marzo, a San Vittore Olona, dall’associazione culturale “La Zuppiera” in collaborazione con “Spazio Mondi Migranti” di Parabiago e con la partecipazione del gruppo di Saronno di ” Amnesty International” e della sartoria Rom “Jelesan” di Parabiago.

La magnifica serata si è aperta nel ricordo di Libanny Meijia Lopez, 29enne barbaramente uccisa a Milano insieme al figlio Leandro, di soli 3 anni. Sono seguite diverse testimonianze, da parte di varie anime femminili di diverse culture e provenienze, intervallate dalla lettura delle poesie di Alda Merini, interpretate dall’attore Sacha Oliviero.

Il primo intervento è di Alicia Erazo, carismatica giornalista ecuadoriana, soffermatasi su come le donne debbano abbattere i confini artificiali tra Stati, per potersi riconoscere sorelle, ed il secondo intervento di Graciela Heredia, vicepresidente dell’associazione ecuadoriana”El Condor ” di Legnano, che ha rivolto un pensiero particolare alle donne vittime di violenza e sfruttamento, sono intervenute Selma Benaouicha e Youssra Belhaj. Queste due giovanissime cittadine italiane originarie del Marocco, di soli diciannove e sedici anni , volontarie del Gruppo Giovani Musulmane di Legnano, con assoluta naturalezza e grande maturità, hanno affermato come “tutti quanti facciamo parte di un’unica patria, il mondo” e come anche le donne musulmane, debbano essere considerate al pari delle altre donne, nonostante portino un velo. Gli ultimi tre discorsi sono stati di Adela, che dopo la timidezza iniziale, si è lanciata in un appasionato discorso sui diritti delle donne in modo particolare denunciando come nel proprio paese, spesso le mogli sono sottomesse ai mariti ma nonostante tutto siano le vere protagoniste nella “gestione” del nucleo familiare e della vita dei loro figli, di Denni Jacome, anch’essa originaria dell’ Ecuador, volontaria ed insegnante di “Spazio Mondi Migranti”, che ha ricordato in modo grandiosamente ironico, l’esperienza del suo primo periodo in Italia ed infine Maia Radusan, consigliera del Consiglio Migranti Rho, proveniente dalla Moldavia, che ha parlato del suo doloroso passaggio dal Paese nativo all’Italia.

Ciò che ha colpito di ognuna di queste donne, non sono stati solo il carisma e la passione che ciascuna di esse ha adoperato nel proprio discorso, ma la gratitudine, il rispetto e l’amore che portano nei confronti dell’Italia, nonostante la politica discriminatoria per i migranti; ma non solo, ognuna di queste anime femminili, parlando delle differenze di ruolo della donna, tra la loro cultura e quella italiana, ha sempre citato la donna, come essere umano accomunato da valori universali, indifferentemente dalla nazionalità, cultura, religione o provenienza. E’ stato quindi semplice, per ciascuna donna presente, riconoscersi nelle parole di ognuna di queste meravigliose figure femminili, per la loro totale spontaneità, vicinanza ed assoluta empatia trasmessa.

Come diceva David Trueba, regista, scrittore e sceneggiatore spagnolo”le donne osservano la vita come fosse una melodia, con una struttura classica, principio e fine, con i momenti tristi e quelli allegri, ma sempre intonata, e nella tonalità ottimistica delle canzoni”

Ilaria, volontaria SMM

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