STOP BOMBING GAZA!

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Pomeriggio culturale ed emotivo quello di sabato 19 luglio per coloro che avevano deciso di trascorrere la giornata passeggiando per il centro di Legnano (MI).

stop-bombing-gazaLa piazza è stata infatti animata dalla realizzazione di un flash mob di solidarietà con la Palestina, sulla scia di quelli che stanno attraversando la nostra penisola, in seguito al rinnovo dei recenti bombardamenti sulla striscia di Gaza.

Un ruolo fondamentale nell’organizzazione e nell’ideazione dell’evento è stato svolto dall’Associazione Giovani Musulmani d’Italia, che ha come obiettivo quello di creare punti di incontro nella nuova identità dei giovani italiani musulmani, mostrando loro come poter vivere serenamente la propria religiosità senza che sia in conflitto con il contesto culturale in cui è inserita.

“Il nostro messaggio era semplice e chiaro: in Palestina è in corso un genocidio. Il terrore che permane da ormai 66 anni è giunto all’apogeo della brutalità e l’umanità non può restarne complice in assoluto”.

“L’obiettivo principale era dunque quello di informare e sensibilizzare la cittadinanza sulla questione palestinese, facendo sentire la voce di coloro a cui il diritto di esprimersi è stato strappato”, ci informa Selma Benaouicha, responsabile del direttivo di Legnano dei Giovani Musulmani d’Italia, nonché partecipante all’organizzazione dell’evento. “Purtroppo i mezzi di informazione non sempre si è certi che vengano utilizzati in modo veritiero, neutro e onesto. Gli interessi dei singoli alle volte distorcono le informazioni e la realtà effettiva viene corrotta senza alcuno scrupolo. La verità è l’arma più tremenda del pianeta, un’arma preziosa. In questo contesto ci siamo sentiti in dovere di assicurarci che almeno la nostra comunità esprimesse idee chiare per quanto concerne la terra palestinese”.

“La scelta del flash mob come forma d’azione si relaziona alla sua immediata capacità di inoltrare il messaggio voluto: per trasmettere e concretizzare l’orrore dei violenti interventi da parte del criminale contro l’innocente, a quale mezzo di comunicazione migliore di una scenetta interpretata con persone, voci e suoni potevamo ricorrere? Il flash mob si è svolto in numerose piazze di tutta Italia, simultaneamente. Gli scenari organizzati erano simili, nell’intento collettivo di coinvolgere, oltre ai cittadini, anche il governo italiano e il Parlamento europeo per la condanna delle ingiustizie in corso”.

“Onestamente, essendo stata la prima esperienza, non sapevamo cosa aspettarci dal pubblico: le persone ci avrebbero degnato di uno sguardo, ci avrebbero criticato o appoggiato? Durante i preparativi la gente ci osservava perplessa, attendendo curiosa. Partito il sottofondo sonoro con bombe, mitra e armi da fuoco, i passanti si guardavano intorno, cercando di capire. L’entrata dei soldati e la caduta improvvisa dei civili ha subito reso palese la narrazione. Prima di iniziare a parlare ero emozionata e in ansia. Mentre descrivevo la scena al megafono ho sentito la rabbia scorrere nelle vene e rancore profondo, pensando che tutto quello che era una semplice recita in piazza, in Palestina è la cruda realtà. Immaginavo i finti morti come vere vittime del bombardamento, i soldati come veri assassini e gli spettatori come il mondo complice nel silenzio ipocrita”.

“La gran parte della folla ha assistito attonita al flash mob, da alcuni visi traspariva lo stupore, da altri il senso di disorientamento. Alcune persone non ci hanno ben accolte dimostrandosi diffidenti, esprimendosi negativamente e infine coinvolgendo la polizia locale, la quale, scoperto l’accaduto, si è complimentata per la riuscita del flash mob, svoltosi senza episodi di contrasti pericolosi”.

“Abbiamo voluto portare l’attenzione sul tema dell’aggressione al popolo palestinese nella striscia di Gaza da parte dell’esercito israeliano, quindi spiegare che NON si tratta solo di una guerra tra Israele e Hamas, ma quasi un tentativo di “pulizia etnica” della popolazione civile, comprese donne e bambini”, sottolinea Stefano, vicepresidente dell’associazione Nabad Onlus che opera nell’Alto Milanese con il progetto Spazio Mondi Migranti.

Esprimiamo solidarietà verso un popolo sotto attacco, spirito nonviolento nell’azione e collaborazione con chi ha organizzato l’evento. Ho sicuramente trovato emozionante la scena del rapimento della bimba da parte dei soldati e il racconto letto con sullo sfondo i cadaveri dei bimbi, da brividi…”.

Conclude Selma: “Ad ogni modo, la soddisfazione finale è stata immensa: non solo avevamo realizzato il nostro intento, ma eravamo tutti accomunati da un senso di felicità e unione in difesa di una giusta causa. Pertanto, l’organizzazione di futuri flash mob non potrà mancare”.


Raimondi Giulia

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