NOTTE D’ESTATE A GALLIPOLI

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Gallipoli: sole, mare, divertimento e gente solare. L’emblema di una delle più belle località turistiche d’Italia, della quale io mi sono semplicemente innamorata, per la sua bellezza storica, la sua organizzazione e soprattutto la speranza di crescita del meridione italiano, che questa città simboleggia. Io però, ho avuto il dispiacere e contemporaneamente la fortuna di conoscere quella parte di Gallipoli nascosta agli occhi di tutti, durante una notte brava,ebbra della giovinezza di cui faccio parte..

In riva al mare, verso l’alba, complice della compagnia di un ragazzo, mi è apparsa quella parte sommersa di Gallipoli.

uomo migranteDeciderò di chiamarlo “Ragazzo X”, non solo perché non mi disse il suo nome, ma anche perché non aveva identità, su quella terra che non gli apparteneva.

“Chi sei? Da dove vieni?”gli chiesi, ma non ottenni risposta,perchè mi chiese di parlare in inglese, dato che non capiva l’italiano.

“Vengo dal  Gambia”mi rispose

“Come sei arrivato qui?” gli chiesi,

“Sono arrivato ieri,con il treno, da un centro di accoglienza di Bari. Sono arrivato in Italia con un barcone due settimane fa”

Il mio cuore si fermò, ma decisi di andare avanti.

“Dove sei stato accolto? Ti hanno trattato bene?”

“Sono arrivato a Bari, ma ho deciso di scappare,perché mi trattavano male”, Ragazzo X aveva sempre più uno sguardo confuso e spaesato

“Cosa fai ora qui? Perché hai deciso di venire in Italia?” lo incalzai,

“Ora sono costretto a spacciare marijuana,  non so cosa fare, perché non ho soldi e sono arrivato da poco.”

“Cosa facevi in Gambia?”ormai avevo la pelle d’oca e la voce rotta dalla commozione…

“Ero un soldato, ho perso mamma, padre e fratello e ho deciso di venire qui da solo.”

Ragazzo X mi aveva colpito con questa sua storia e presa dalla foga di aiutarlo e incalzata anche dal mio complice di quella notte, gli dissi “Vai via dall’Italia, vai su, verso il Nord, verso i Paesi Nordici, lì sarai accolto molto meglio, rispetto l’Italia che ti ha accolto male.”   Ragazzo  X mi guardava sempre più spaesato e il mio compagno di quella notte, mi chiese di chiedergli se avesse soldi,  ovviamente il giovane rispose di no,così il ragazzo che era con me,  gli regalò venti euro e ce ne andammo. Lasciammo Ragazzo X a dormire tra gli scogli, con una lacera copertina e uno zaino tutto rotto. Egli possedeva uno sguardo perso e l’aria di uno che attendeva, ma non mancò di ringraziarci dell’aiuto offerto e ci augurammo buona fortuna a vicenda.

Non so dove ora sia Ragazzo X, ma mi auguro che presto,possa trovare un posto migliore di quello di soldato in Gambia e persone che lo sostengano e gli stiano accanto, a fronte della perdita dei suoi cari. Mi auguro che l’essere stato costretto ad abbandonare il Gambia, possa essere stato un segno positivo del destino, per poter iniziare a vivere davvero, in un posto che lo accolga e lo faccia sentire a casa sua.

Ilaria Laganà “Voci dallo Spazio”

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