Semplicemente esseri umani, che noi volontari di Spazio Mondi Migranti, abbiamo imparato a conoscere in questi mesi di attività nel nostro territorio. Esseri umani che hanno il solo torto di essere nati in zone del Mondo disastrate da guerre, situazioni di povertà estrema o paesi antidemocratici con totale assenza di rispetto dei diritti umani.

Purtroppo, i problemi che li spingono a migrare non sempre terminano con l’arrivo nel nostro paese…

A questo proposito c’è un’importante distinzione da fare tra profughi e rifugiati da un lato e migranti dall’altro. Differenze dovute sia per le modalità con cui arrivano in Italia, sia per la loro storia personale: un rifugiato su quattro, è stato nel paese d’origine vittima di tortura, spesso sono costretti a fuggire viaggiando ammassati, portando con sé donne e bambini a bordo di imbarcazioni inadeguate, pagando migliaia di euro a intermediari senza scrupoli. I migranti  sono la stragrande maggioranza degli stranieri che arrivano in Italia nella speranza di una vita migliore. Al contrario di quanto i media ci fanno credere, alimentando la paura di una presunta invasione, non arrivano con i barconi ma entrano regolarmente in Italia con un visto turistico che lasciano scadere diventando “clandestini” a causa di una legge sbagliata (la Bossi-Fini), che non permette loro di regolarizzarsi e considera delinquenti delle persone per il solo fatto di non avere un “pezzo di carta” che si chiama permesso di soggiorno. Nonostante queste differenze, c’è una cosa che accomuna queste persone: la situazione drammatica che vivono oggi in questo paese. Situazione creata da un vero e proprio razzismo istituzionale, ancor prima che culturale.L’art. 10 della costituzione italiana riconosce il diritto d’asilo “allo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche”. Tuttavia non esiste oggi una legge che permetta una reale accoglienza, accogliere un rifugiato non significa dare una camera in un albergo, ma anche fornire assistenza legale, sociale e psicologica. Oggi il ministero dell’interno preferisce pagare una quota di 45 euro a “ospite”, che finisce nelle tasche di società private, anziché usarla per dei reali progetti di inclusione sociale. Il “pacchetto sicurezza” non ha fatto altro che peggiorare un legge già sbagliata, uno straniero che perde il lavoro può avere una sola volta nella sua vita un permesso per disoccupazione di 6 mesi. Se entro questi 6 mesi non trova un lavoro diventa irregolare, anche se vive in Italia da 20 anni, anche se i suoi figli sono nati qua, anche se considera ormai questa come casa sua. Con il rischio che se viene fermato, finisca rinchiuso in un CIE* e poi rimpatriato. Non esistono modalità di regolarizzazione per i cittadini stranieri che già si trovano sul territorio e che già vi lavorano, in questo modo si favorisce lo sfruttamento del lavoro nero e l’odioso meccanismo del ricatto. I figli dei migranti nati o cresciuti qui, solo al compimento del 18° anno di età si vedono riconosciuta la possibilità di ottenere la cittadinanza, iniziando nella maggior parte dei casi un lungo percorso burocratico, una grande risorsa che l’Italia non sfrutta, perché ognuno di quei ragazzi è un reale “ponte” tra due culture per una reale integrazione.

Secondo noi occorre un serio ripensamento dell’attuale legge sull’immigrazione, accogliendo le richieste di chi in prima persona, vive questa vergognosa situazione:

• Togliere il legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro.

• La possibilità di concedere visti d’ingresso nel nostro paese per ricerca occupazione.

• Riforma della legge sulla cittadinanza affinché si passi dal criterio di jus sanguinis al criterio di jus soli.

• Diritto di voto per tutti i nuovi cittadini per una reale partecipazione alla vita della propria comunità.

• Chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE).

• Diritto di asilo per rifugiati e profughi, con progetti di inclusione sociale.

Noi volontari di Spazio Mondi Migranti stiamo lavorando, nel territorio nord-ovest Milano, per costruire una rete di solidarietà tra nuovi e vecchi cittadini, perché nessun essere umano deve sentirsi, illegale!

*CIE = Sono luoghi in cui gli immigrati possono essere privati della propria libertà e trattenuti in condizioni disumane fino a 18 mesi, senza aver commesso nessun reato, luoghi in cui nessun comune cittadino può entrare. Citiamo il racconto di un parlamentare originario del Congo in visita ad un CIE in Sicilia: “Anche un pastore avrebbe dei rimorsi di coscienza a mettere qui le sue pecore. E’ una struttura indegna anche del peggiore campo profughi visto in Africa o in Asia, invece, ci troviamo nella civilissima Italia”.

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