Category Archives: Eventi

SOSTEGNO A STAZIONE CENTRALE

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 TURNI DI RACCOLTA MATERIALE UTILE:

Ogni giorno, 7 giorni su 7, dalle 10 alle 13, raccolta materiale, direttamente in stazione Centrale a Milano

*MATERIALE*

*NO cibo cotto (pasta, riso etc) e NO lattine quali tonno e legumi *

– *Sì tutto il resto*: frutta, verdura, merendine, pane, omogeneizzati, plasmon etc INOLTRE tovaglioli, posate di plastica etc

– *MEDICINE E UTILE PER IL BAGNO* di ogni natura (shampoo, pannolini, creme, antizanzare, fazzoletti,etc.

– *VESTITI *(cappelli anche, ciabatte ed indumenti vari)

Organizzata raccolta materiale, per chi volesse partecipare contattare via mail:spaziomondimigranti@gmail.com

La più grande strage mai avvenuta nel Mediterraneo!

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la Rete Milano Senza Frontiere invita tutti a manifestare La più grande strage mai avvenuta nel Mediterraneo!

PRESIDIO MARTEDì 21 APRILE 2015 DALLE ORE 17 DAVANTI ALLA PREFETTURA 

Corso Monforte 31

La responsabilità è delle politiche di chiusura delle frontiere di Italia ed Europa

Si dia subito il via ad un’operazione di ricerca e salvataggio in tutto il Mediterraneo

Si aprano canali di ingresso umanitari

Si garantisca subito una accoglienza dignitosa per tutti !

Rete Milano Senza Frontiere

Sei donne, sei maestre di bambini Rom…sei voci da ascoltare!

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In occasione della Giornata Internazionale dei popoli Rom e Sinti, ripropongo una bellissima lettera di qualche anno fa, scritta da alcune maestre di via Rubattino a Milano.

La mia sensazione è che da allora poco sia cambiato rispetto alle condizioni di vita nel nostro Paese e che sia ancora lunga la strada per lo sradicamento di quegli stereotipi e pregiudizi negativi nei confronti delle comunità nomadi Rom e Sinti.
I “figli del campo” hanno, ancora oggi, possibilità vicine allo zero di accedere ad un percorso scolastico completo come qualsiasi altro coetaneo.

Le colpe di pochi non possono essere imputate ad un intero popolo.
Buona lettura e grazie da sempre a queste fantastiche maestre!

Ste, Voci dallo Spazio

 

“Ciao Marius, ciao Cristina, Ana, ciao a voi tutti bambini del campo di Segrate.

Voi non leggerete il nostro saluto sul giornale, perché i vostri genitori non sanno leggere e il giornale non lo comperano.
E’ proprio per questo che vi hanno iscritti a scuola e che hanno continuato a mandarvi nonostante la loro vita sia difficilissima, perché sognano di vedervi integrati in questa società, perché sognano un futuro in cui voi siate rispettati e possiate veder riconosciute le vostre capacità e la vostra dignità.
Vi fanno studiare perché sognano che almeno voi possiate avere un lavoro, una casa e la fiducia degli altri.
Sappiamo quanto siano stati difficili per voi questi mesi: il freddo, tantissimo, gli sgomberi continui che vi hanno costretti ogni volta a perdere tutto e a dormire all’aperto in attesa che i vostri papà ricostruissero una baracchina, sapendo che le ruspe di lì a poco l’avrebbero di nuovo distrutta insieme a tutto ciò che avete. Le vostre cartelle le abbiamo volute tenere a scuola perché sappiate che vi aspettiamo sempre, e anche perché non volevamo che le ruspe che tra pochi giorni raderanno al suolo le vostre casette facessero scempio del vostro lavoro, pieno di entusiasmo e di fatica.
Saremo a scuola ad aspettarvi, verremo a prendervi se non potrete venire, non vi lasceremo soli, né voi né i vostri genitori che abbiamo imparato a stimare e ad apprezzare.
Grazie per essere nostri scolari, per averci insegnato quanta tenacia possa esserci nel voler studiare, grazie ai vostri genitori che vi hanno sempre messi al primo posto e che si sono fidati di noi.
I vostri compagni ci chiederanno di voi, molti sapranno già perché ad accompagnarvi non sarà stata la vostra mamma ma la maestra. Che spiegazioni potremo dare loro? E quali potremo dare a voi, che condividete con le vostre classi le regole, l’affetto, la giustizia, la solidarietà: come vi spiegheremo gli sgomberi? Non sappiamo cosa vi spiegheremo, ma di sicuro continueremo ad insegnarvi tante, tante cose, più cose che possiamo, perché domani voi siate in grado di difendervi dall’ingiustizia, perché i vostri figli siano trattati come bambini, non come bambini rom, colpevoli prima ancora di essere nati.

Vi insegneremo mille parole, centomila parole perché nessuno possa più cercare di annientare chi come voi non ha voce. 

Ora la vostra voce siamo noi, insieme a tantissimi altri maestri, professori, genitori dei vostri compagni, insieme ai volontari che sono con voi da anni e a tanti amici e abitanti della nostra zona.

A presto bambini, a scuola,

le vostre Maestre.”

Lo Spazio in piazza!

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AFFERMARE I DIRITTI DELLE E DEGLI IMMIGRATI, COSTRUIRE UNA SOCIETA’ PER TUTTE E TUTTI

DOMENICA PRIMO MARZO ORE 15 PIAZZA DUOMO

In occasione della Giornata del Primo Marzo, data diventata simbolo in Italia del movimento antirazzista, le associazioni milanesi organizzano un iniziativa in Piazza Duomo alle ore 15.

L’evento vuole presentare le storie di Souad e Jorge, migranti che quotidianamente fanno mille sacrifici per vivere una vita degna di essere vissuta, storie che però raccontano anche la vita di Giovanni e Anna. Storie senza una specifica nazionalità, che in questi anni potrebbero appartenere a chiunque. Storie di chi si trova a fronteggiare la crisi, vivendo spesso tragedie che attentano ai principi fondamentali alla base delle democrazie moderne.

Il 1° marzo 2015 a Milano sarà dedicato a questi racconti di vita, alle contraddizioni che fanno emergere e alla possibilità che rappresentino un momento di incontro e riflessione, che alimentino l’impegno per costruire una società che non discrimina, una società senza razzismo, una società che possa garantire meglio i diritti di tutte e di tutti.

Le associazioni promotrice dell’evento rivolgono un appello al Sindaco di Milano e lo invitano a partecipare all’evento per ribadire il suo impegno affinché questa città sia sempre di più una città libera dal razzismo e dalla discriminazione (di seguito la lettera aperta al Sindaco Pisapia).
Per informazioni: stessabarcamilano@gmail.com
Pruomovono: Arcobaleni in marcia, Convergenza delle culture, Arci lesbica, Todo Cambia, Ass.Dimensioni Diverse, Macao, Spazio Mondi Migranti, Coordinamento delle Associazioni Islamiche di Milano e Monza e Brianza, Sisa, Associazione d’amicizia Italia Cuba, Altra Europa Milano e Provincia, PRC-Federazione di Milano, Sel Zona 4, Studio 3R, Consulta Rom e Sinti-MI, Naga, Partito Umanista, Rete Scuole Senza Permesso.

 

Milano 23 febbraio 2015
Caro Sindaco,
da quasi un mese sono ritornata dal mio paese. Erano diversi anni che non camminavo per le strade della città della mia gioventù. Tuttavia ventidue anni vissuti là e ventidue qua mi hanno fatto diventare “bigama”! Milano occupa ormai nel mio cuore lo stesso posto della città che mi ha visto nascere. Ho due amori, lo confesso! E non posso, né voglio lasciare l’uno o l’altro!
Il mio rientro a Milano è avvenuto qualche giorno dopo la strage di Parigi. E purtroppo l’accoglienza non è stata delle migliori. Ho percepito la stessa aggressività che molti di noi, immigrati ed immigrate, avevamo già vissuto nel 2009, quando a seguito di episodi criminali commessi da singoli stranieri, tutti noi che appartenevamo a quella “categoria” diventammo indiscriminatamente oggetto di una violenta campagna di criminalizzazione.
Il razzismo di strada che si respirava in quegli anni (e che fu fomentato da mass media e politici) trovò la sua legittimazione a livello istituzionale con l’approvazione del cosiddetto “pacchetto sicurezza”, che istituì una serie di provvedimenti apertamente discriminatori, molti dei quali furono successivamente annullati dalla Corte di cassazione italiana. Furono anni in cui Milano venne tappezzata da manifesti apertamente razzisti, anni in cui i controllori degli autobus giravano insieme ai poliziotti a “caccia di clandestini”, anni di paura per il rischio di essere aggrediti perché stranieri, a maggior ragione se rom o arabi.
Una delle cose che ricordo con più gioia della tua elezione a sindaco di Milano, evento che molti di noi festeggiarono in Piazza Duomo, è che nei mesi successivi alla tua vittoria, per noi immigrati e immigrate, il vento cambiò veramente a Milano e l’aggressività in città diminuì.
Oggi invece, non solo a Milano, ma in tutta Italia si respira nuovamente quel clima di ostilità nei nostri confronti e in particolare verso chi proviene dal mondo arabo. Il mio viso non è di una milanese “Doc” e in questi giorni quella che considero la mia città me lo rinfaccia in ogni momento: quando l’impiegata del Comune, forse per ignoranza, al momento di rifare la mia Carta di Identità mi chiede il permesso di soggiorno nonostante le faccia vedere il passaporto italiano, quando i poliziotti fermano la macchina in cui mi trovo perché in compagnia di due “soggetti sospetti”: due amici arabi.
Il pomeriggio del Primo Marzo in piazza Duomo dalle ore 15 daremo vita, con tante associazioni e persone che abitano a Milano, a un’iniziativa con la quale far arrivare un messaggio alla nostra città: affermare i diritti degli e delle immigrate, vuol dire costruire una società per tutti e per tutte.
Vogliamo far capire che non siamo noi il nemico. Vogliamo far comprendere alla società italiana che chi sta usando la violenza altrove, e chi diversamente la usa qui, non ci rappresenta anche se può avere la nazionalità del paese in cui siamo nati, o in cui sono nati i nostri genitori, o quella del paese in cui vogliamo vivere pacificamente.
Siamo stanchi dei luoghi comuni: non tutti gli arabi sono terroristi, non tutti i latinoamericani sono ladri, non tutti gli italiani sono mafiosi!
Vorremo tanto che il Primo Marzo, tu, che rappresentanti i cittadini di questa città, anche quei tanti fra noi che non hanno potuto votarti perché privi dei diritti elettorali, venissi in Piazza Duomo a farci sentire che Milano è anche la nostra città e che insieme, vecchi e nuovi milanesi, immigrati e italiani, possiamo ancora una volta spazzare via questo clima di razzismo ed affermare che la convivenza è possibile!
Ti aspettiamo Sindaco
Jorge, Aisha, Xiao, Virginia, Tsegehans, Urpi, Amr e tanti tanti altri ….

Oggi 27 gennaio “Giorno della Memoria”

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Nella Prefazione del 1947 a “Se questo è un uomo”, Primo Levi scriveva: “A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che «ogni straniero è nemico». Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager”.
Oggi questi Lager esistono e si chiamano Frontiere!
Oggi questi Lager sono nelle politiche di militarizzazione della Fortezza Europa!
Oggi diventano“Memoria” i racconti quotidiani di uomini e donne in fuga, costretti a intraprendere viaggi pericolosi in nome della vita, migliaia sono quelli scomparsi.
I nuovi “desaparecidos”! Spesso quelli che riescono ad arrivare, subiscono gravi violazioni dei loro diritti, trattamenti disumani ed indegni di un paese civile.
Un giorno alle Frontiere rimarrà “Memoria” di questi anni di repressione della libertà di movimento, ma anche impulso per Ricordare che non si può impedire a noi “Esseri Umani di essere umani”!

Ste“Voci dallo Spazio”

Lo Spazio e la Grande festa Balcanica con la famiglia di Jovica Jovic!

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Parabiago 18 Ottobre: Noi non abbiamo paura!

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Questa mattina al nostro Spazio nuovi amici, studenti e bimbi tutti quanti nati in paesi diversi del mondo, tutti quanti insieme a condividere piccole e grandi storie umane, ma soprattutto nuovi volontari. Da quando siamo ripartiti, da fine Settembre ad oggi, non c’è stato Sabato in cui qualcuno non sia passato per conoscerci e per […]