Category Archives: Norme e leggi

“I costi dell’accoglienza? Undici euro all’anno per ciascun italiano”

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Salvare la vita di una persona che ha rischiato di affogare nel Mediterraneo è costato – a ciascun italiano – due euro l’anno.
L’operazione Mare Nostrum, che ha permesso di salvare oltre 150mila uomini, donne e bambini, ha avuto una spesa complessiva di circa 114 milioni di euro (9,5 milioni di euro al mese) ed è costata a ciascuno di noi l’equivalente di un caffè con cornetto al bar. Ancora meno onerosa la spesa per l’operazione Triton (3 milioni di euro al mese): circa cinquanta centesimi a testa all’anno.
A fare i conti in tasca agli italiani ci ha provato l’Ismu, istituto di ricerca con sede a Milano che da più di vent’anni studia i fenomeni migratori, con un’attenzione particolare ai numeri e alle statistiche. Questa volta i ricercatori di Ismu si sono concentrati sui costi degli ingressi irregolari via mare ed è bastato dividere il costo delle operazioni di salvataggio per i 60 milioni di cittadini (italiani e stranieri, ndr) che vivono nel nostro Paese.
C’è poi tutto il capitolo relativo ai costi dell’accoglienza. Tema particolarmente sensibile dal momento che i 35-40 euro al giorno spesi dallo Stato per offrire vitto, alloggio e servizi essenziali ai profughi sono stati spesso oggetto di polemiche e proteste. «Ipotizzando un costo tra i 35 e i 40 euro al giorno per 60mila persone all’anno, gli interventi di accoglienza impattano sugli italiani per circa 11 euro pro-capite all’anno», spiega Alessio Menonna, ricercatore di Fondazione Ismu che ha elaborato queste cifre. Importante precisare che i 35-40 euro giornalieri non finiscono affatto nelle tasche dei migranti. La quasi totalità di questa cifra serve a pagare il lavoro di operatori sociali e fornitori di servizi (vitto, alloggio, corsi di italiano e progetti di integrazione). Mentre solo una piccolissima parte, 2,50 euro al giorno, viene fornita sotto forma dipocket money, denaro che può essere utilizzato per piccole spese quotidiane. «Gran parte di queste risorse resta sul territorio: serve a pagare gli stipendi degli operatori e va a sostenere attività legate alla comunità» sottolinea Maurizio Ambrosini, docente di sociologia dei processi economici all’Università degli Studi di Milano. «In provincia di Varese, in un paese che ha accolto circa un centinaio di richiedenti asilo si sono creati una quindicina di posti di lavoro. Di cui beneficiano molti italiani», aggiunge Ambrosini. L’accoglienza, dunque, genera anche lavoro e reddito. A patto, ovviamente, che vengano rispettate tutte le leggi. «Il rispetto dei diritti umani è un impegno sancito nella Costituzione e in vari trattati. E i diritti devono essere garantiti a tutti».

Fonte: http://www.avvenire.it

Bonus bebè: l’INPS ammette i rifugiati ma rimangono esclusi illegittimamente altri cittadini stranieri

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Bonus bebè: l’INPS ammette i rifugiati ma rimangono esclusi illegittimamente altri cittadini stranieri

ASGI “Va  esteso a tutte le categorie di cittadini stranieri così come previsto da prescrizioni paritarie definite nelle direttive europee”.

Dall’11 maggio 2015 è possibile fare richiesta del Bonus Bebè  previsto dalla Legge 23 dicembre 2014, n. 190 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (legge di stabilità per l’anno 2015)  .

Lo ha comunicato  con una  circolare  l’INPS che  ha correttamente aggiunto tra i beneficiari dell’assegno gli stranieri o apolidi regolarmente soggiornanti in Italia a cui è stata riconosciuto lo status di protezione internazionale (status di rifugiato e status di protezione sussidiaria),  con ciò disapplicando di fatto la Legge di Stabilità 2015 che non li includeva, così come richiesto dall’ASGI.

Mancano ancora all’appello, tuttavia, altre categorie di cittadini stranieri per le quali il diritto comunitario prevede parità di trattamento in materia di prestazione assistenziale: si tratta dei  familiari non comunitari di cittadini italiani o di altri Stati UE residenti nel territorio dello Stato e dei titolari di un permesso di soggiorno che dia diritto a poter lavorare in Italia ( i cd titolari  di “carta blu UE”) che devono essere inclusi tra i cittadini aventi diritto a richiedere la prestazione sociale se i possesso degli altri requisiti previsti dalla legge.

Al fine di evitare un  vasto contenzioso, l’ASGI aveva fatto pressanti richieste  di adeguamento della normativa, inviate sin dall’ottobre 2014 al Governo, al Parlamento, all’ UNAR e all’INPS. L’ Istituto solo nei giorni scorsi ha “risposto”, ma solo affermando che  sul tema era stata “inviata una  richiesta di parere al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ed al Ministero dell’Interno in ordine al riconoscimento della prestazione in oggetto a categorie di stranieri non espressamente indicate nel Decreto di attuazione del 27 febbraio 2015 “, dunque senza dare seguito alle richieste dell’associazione .

Con l’avvio della possibilità di richiedere il bonus è ora più che mai necessario un immediato adeguamento delle categorie di beneficiari che rischiano di non riuscire ad avere una corretta informazione  in tempo utile per presentare la domanda prima della scadenza del termine (entro 90 giorni dalla nascita oppure dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo o entro il 27 luglio 2015 per il periodo tra il 1° gennaio 2015 e la data di entrata in vigore del D.P.C.M., il 27 aprile 2015).

Oltretutto la domanda, come avviene ormai per tutte le prestazioni INPS, deve essere presentata in via telematica e pertanto la impossibilità di indicare sulla schermata la qualità di soggetto titolare di permesso unico ex direttiva 2011/98 rischia di rendere ancora più difficile la tutela dei diritti.

In proposito ASGI ricorda ai cittadini stranieri illegittimamente esclusi dalla circolare INPS –  familiari non comunitari di cittadini italiani o di altri Stati UE residenti nel territorio dello Stato e dei titolari di un permesso di soggiorno che dia diritto a poter lavorare in Italia  –  che possono presentare domanda anche a mezzo raccomandata o PEC anche avvalendosi del sostegno del servizio antidiscriminazione dell’associazione.

Al fine di evitare contenziosi legali e  prevedibili procedimenti di infrazione da parte della Commissione europea, ASGI si auspica che vengano al più presto introdotte e diffuse le modifiche necessarie a ristabilire la parità di trattamento tra tutti i cittadini interessati, ricordando che le norme di diritto comunitario, direttamente applicabili,  prevalgono in caso di contrasto, sulle norme nazionali che devono essere disapplicate da qualsiasi organo della Pubblica Amministrazione e quindi anche dall’INPS.

Fonti: http://www.asgi.it/discriminazioni/bonus-bebe-stranieri-discriminazione/

INSIEME PER LO IUS SOLI-ITALEÑAS

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L’ associazione Nabad onlus, promotrice del Progetto SpazioMondiMigranti, aderisce all’iniziativa INSIEME PER LO IUS SOLI promossa da Zalab.org e sottoscritta da diverse realtà antirazziste e solidali.

Italeñas unisce le storie di Melina e Domenica.

Melina è una ragazza diciannovenne nata in Italia cui è stata rifiutata la cittadinanza perché è stata in Ecuador (il paese di origine dei suoi genitori) per meno di un anno quando ne aveva quattro. Melina e suo padre Omero hanno contattato Domenica, una giornalista peruviana che vive in Italia da 22 anni e si occupa di tematiche legate all’immigrazione. In una trasmissione radiofonica Domenica racconta la storia di Melina e parla dell’iniquità della legge italiana sulla cittadinanza. Un’ingiustizia parallela a quella che anche Domenica subisce, giornalista in Italia da anni, non può diventare direttrice di una testata perchè cittadina straniera.